CONSULENZA CDP
Modello dati, identità, consenso, attivazione. Un sistema che il tuo team possiede, non una black box che dipende da me.
Una customer data platform non si misura dalle feature del vendor, ma da quanti casi d'uso accendono i marketing operations dopo il go-live. Lavoro su Tealium, Segment, e RudderStack per brand italiani ed europei: dal modello dati alla risoluzione dell'identità, dal consenso all'attivazione, fino alla cassetta degli attrezzi che il team in-house si porta a casa.
Brand italiani con cui ho lavorato
Vodafone Italy
Unipol
Leroy Merlin Italy
Alpitour
EdenViaggi
ho.mobile
Edenred
Brand italiani con cui ho lavorato includono Vodafone Italia, Unipol, Sky Italia, ho.mobile, Leroy Merlin Italia, Edenred, Alpitour. Nomi citati con permesso.
Identity resolution che sopravvive a logout, browser privacy, e cambi di device. Niente silos di prima e seconda mano da ricucire ogni volta.
IAB TCF v2.2 e GPP integrati a livello di CDP, non come tappo finale. Server-side e attivazioni rispettano la scelta dell'utente by design.
Audience costruite nel CDP, attivate nel CRM, nelle piattaforme di lifecycle, e nelle conversion API senza pipeline di emergenza.
Documentazione, runbook, e capacity transfer. Il sistema è del cliente, non del consulente.
Casi d'uso prioritari, flussi dati esistenti, vincoli di compliance, e mappa degli stakeholder. Cosa deve fare il CDP nei primi tre cicli.
Schema degli eventi, attributi profilo, regole di stitching, e politica di retention. Disegnato sui casi d'uso reali, non in astratto.
Setup del CDP, integrazioni sorgente, layer di consenso, e attivazioni primarie. Lavoro fianco a fianco con il team marketing e dato.
Audience, journey, conversion API, e validazione end-to-end. Verifica che ogni evento e attivazione rispetti il consenso.
Documentazione, formazione, e supporto residuo per il primo ciclo dopo il go-live. Poi il team in-house prosegue.
Un tag manager (GTM, Tealium iQ) governa il rilascio dei tag e degli eventi a livello di sito o app. Un CDP costruisce e mantiene il profilo cliente nel tempo, risolve l'identità fra device, e rende quei profili attivabili nei canali a valle. Servono entrambi, ma risolvono problemi diversi.
I CDP real-time (Tealium AudienceStream, Segment) vincono su latenza di attivazione e UX per gli operatori marketing. I CDP warehouse-native (RudderStack, Hightouch-style) vincono su proprietà del dato e profondità di modellazione. La scelta dipende da chi opera lo strumento, da dove vive il dato canonico, e dai casi d'uso.
Dipende da casi d'uso, fonti dati, e maturità del team interno. Il discovery serve proprio a inquadrare la sequenza realistica, e nessun progetto serio si stima al telefono. La prima iterazione mira sempre a far accendere casi d'uso veri, non a un go-live cerimoniale.
Entrambe. Quello che conta è che la CMP scelta supporti TCF v2.2 e si integri pulitamente con il CDP e con il livello server-side. Funziono con la CMP che hai, salvo che la sua architettura blocchi i casi d'uso prioritari.
Il team in-house diventa il primo livello di gestione, con runbook e formazione documentati. Posso restare disponibile in advisory leggero per i mesi successivi, ma il sistema deve poter girare senza di me.
Spesso sì. Il CDP si integra con il MarTech che hai (HubSpot, Salesforce, Braze, Iterable, ESP nazionali), accendendo identità, audience e attivazioni senza sostituire l'intera filiera. Sostituzioni ampie partono solo se i vincoli del MarTech esistente bloccano il caso d'uso.
Una call iniziale per inquadrare il problema. Da lì, scoping scritto e proposta su misura.